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Un’app ti aiuta a pagare la cauzione se arrestato

I cittadini, nei paesi civili in cui vige la presunzione d’innocenza, sono considerati non colpevoli finché non viene dimostrato il contrario e, in caso di accusa, dovrebbero restare liberi fino allo svolgimento del processo.

Tuttavia, talvolta il sistema giudiziario prevede la carcerazione preventiva per evitare la quale è istituita una cauzione che comporta il pagamento di una somma di denaro per non finire in prigione prima di una sentenza di condanna.



Per molti, soprattutto le minoranze di colore, questo importo può risultare proibitivo. Ecco perché è stata creata da Kortney Ziegler e Tiffany Mikell Appolition, un’app per aiutare chi non dispone di mezzi a scongiurare il carcere preventivo.

I detenuti in attesa di giudizio sono un fenomeno crescente che desta preoccupazione negli Stati Uniti, dove ogni anno 12 milioni di persone vengono arrestate. Di questa quota circa il 70 per cento subisce l’incarcerazione preventiva che può durare anche anni.

D’altro canto, ogni detenuto rappresenta un costo significativo per le casse pubbliche che, secondo i dati del Vera Institute of Justice, ammonta in media a 47mila dollari all’anno.

Come funziona Appolition? E’ collegata a un conto bancario e ogni volta che si effettua una transazione via bancomat, carta di credito o PayPal, la somma viene arrotondata al dollaro e questo minimo importo viene donato al National Bail Out. Un fondo che s’incarica di aiutare a pagare la cauzione fino a 2mila dollari alle persone più bisognose, accusate di reati minori.

Appolition ha già raggiunto migliaia di adesioni e raccolto oltre 1 milione di dollari. Forti di questo successo Ziegler e Mikell intendono migliorare l’applicazione e costruire una comunità di sostenitori della loro causa ancora più ampia.

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