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Ecco Asgardia, la prima nazione spaziale

Asgardia lancerà a settembre il suo primo satellite, Asgardia-1, in orbita intorno alla Terra. E’ il primo passo della presenza nello spazio del primo Regno Spaziale nella storia dell’umanità.

 

Se pensate che si tratti della trama di un film di fantascienza vi state sbagliando. Asgardia esiste veramente, ha un sito online, una Costituzione e un Capo dello Stato. Che, ovviamente, è il suo fondatore, lo scienziato russo Igor Ashurbeyli, eletto con i voti di oltre 160mila asgardiani il 20 gennaio 2017, 20 gennaio 0001 secondo il calendario asgardiano.

Terrestri e asgardiani

Asgardia, il cui nome è ripreso dalla mitologia nordica, è nata nell’ottobre 2016. Dopo poche ore dal suo debutto, migliaia di persone hanno chiesto di diventare cittadini della nuova nazione spaziale. Ogni terrestre può candidarsi per ottenere la cittadinanza che è già stata concessa a quasi 300 mila persone di oltre 200 differenti paesi.

 

 

Il successo di adesione a questa iniziativa ricorda quello di Mars One, il progetto del ricercatore olandese Bas Lansdorp, creato con lo scopo di realizzare un viaggio su Marte e stabilire sul Pianeta Rosso una colonia permanente. Anche in questo caso, gli organizzatori sono stati travolti da una valanga di richieste di candidati entusisasti, pronti a partecipare alla rischiosa missione, prevista per l’anno 2031.

Una nazione pacifista

Qual è l’obiettivo di Asgardia? Secondo la Costituzione, assicurare la pace permanente nello spazio, promuovere il benessere dell’intera umanità e proteggere gli esseri umani dalle minacce provenienti dal cielo come asteroidi o rifiuti spaziali alla deriva.

A rafforzare il concetto, sempre nello stesso testo si dichiara che non c’è spazio per i conflitti storici terrestri in Asgardia, che è impegnata a perseguire una nuova storia pacifica del futuro dell’umanità nello spazio.

Anche nei rapporti con i suoi cittadini si rivela il carattere pacifista dell’utopia asgardiana. Perché è vero che la Costituzione istituisce autorità quali il Capo di Stato, con funzioni anche di Capo di Governo, il Parlamento, il Consiglio supremo spaziale e il Tribunale ma non comprende organi di polizia e nemmeno un esercito. D’altra parte, la carta costituzionale, che formalmente stabilisce una monarchia, contiene espressamente il divieto sia della pena di morte sia della creazione di prigioni.

Un regno sospeso nello spazio

Asgardia, al momento, sembra poter incarnare pienamente il concetto di utopia, parola che significa “in nessun luogo”. Tuttavia, un posto dove poter rintracciare la nuova nazione spaziale c’è. Ed è quello in cui ha sede l’organizzazione senza scopo di lucro, Asgardia, fondata da Igor Ashurbeyli a Vienna.

In autunno, il regno asgardiano sarà, però, anche presente nello spazio. Con il satellite lanciato a bordo della navicella di Orbital ATK, in missione verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il nanosat Asgardia-1, grande quanto una pagnotta di pane, un nano territorio si potrebbe dire, porterà in orbita dati personali, foto dei cittadini e bandiera di Asgardia.

Ma, in prospettiva, il programma è ben più ambizioso. Asgardia intende espandere la sua base territoriale con la costruzione di piattaforme abitabili sospese nello spazio. Delle stazioni spaziali giganti, insomma, all’interno delle quali le persone potranno vivere, che Igor Ashurbeyli, coadiuvato da Ram Jakhu, direttore dell’Istituto di diritto aeronautico e dello spazio della McGill University, è convinto di poter realizzare entro 8 anni.

“Non è fantasia. E’ un progetto realistico” – assicura il neo Capo dello Stato di Asgardia che ha firmato un accordo di cooperazione con l’Unesco per promuovere la ricerca e la conoscenza sullo spazio.

Arca spaziale

Riuscirà il nostro novello Re di Asgardia a realizzare quanto promesso? Il tempo ce lo dirà. Ma quello che è certo è che anche la Nasa, in teoria, ha accarezzato l’idea di creare colonie orbitanti in grado di essere abitate dagli esseri umani. Incaricando, nel 1975, un comitato scientifico, diretto dal fisico Gerard O’Neill, di definire un possibile prototipo. Architetti, ingegneri e ricercatori si misero all’opera consegnando all’Agenzia spaziale Usa vari schemi di futuristiche astronavi vivibili e tecnologicamente avanzate a forma di sfera o cilindro.

Ma, più recentemente, è stato lanciato da 13 scienziati britannici “Project Persephone” con lo scopo di progettare nienteméno che un’arca spaziale.

Che al pari di quella biblica possa ospitare gli uomini e metterli in salvo dal rischio catastrofe di un Pianeta diventato invivibile a causa di guerre e collasso ambientale.

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