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Boom di brevetti per oggetti intelligenti

Crescono in Europa le richieste di brevetto per la tecnologia degli “oggetti intelligenti” a cui è legato lo sviluppo della cosiddetta Quarta rivoluzione industriale. A registrare l’incremento è una nuova pubblicazione dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo).

Qualche dato? Solo nel 2016, oltre 5mila domande per brevetti di “Internet delle cose” (IoT) sono state depositate presso l’Epo (European patent office) con un tasso di crescita del 54 per cento negli ultimi 3 anni.



A confronto col numero complessivo delle domande di brevetto, in aumento dell’8 percento, questa percentuale indica che le tecnologie IoT costituiscono il settore con il più forte sviluppo.

Nei prossimi anni, è prevista una crescita esponenziale degli oggetti intelligenti che si diffonderanno in vari ambienti, dalla casa al posto di lavoro.

Gli smart objects sono dotati di processori, software e sensori che consentono di raccogliere dati e operare autonomamente. Combinati con intelligenza artificiale e cloud computing potranno automatizzare interi processi aziendali.

Lo studio dell’Epo riflette una tendenza destinata a rafforzarsi, portato dell’ascesa della Quarta rivoluzione industriale.



Nel documento si sottolinea come i brevetti relativi a Internet delle cose, diritti esclusivi concessi a nuove invenzioni, siano classificabili in tre categorie : tecnologie di base, abilitanti, l’area più dinamica che include intelligenza artificiale e sistemi 3D, e applicative (auto, imprese, domotica).

Nel complesso, in questo ambito, finora sono 48mila le domande ricevute e oltre 5mila solamente nel 2016. Stati Uniti, Europa, segnatamente Francie e Germania, e Giappone sono i paesi più prolifici in quanto a richieste di brevetti.

Mentre, nel campo aziendale, nel periodo 2011-2016 la metà delle richieste di brevetti 4IR è appannaggio di un numero di ristretto di 25 società. La maggior parte di origine asiatica, in testa Samsung, LG e Sony.

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