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Climatecoin, la criptovaluta ecologica

Una criptovaluta creata per favorire la sostenibilità ambientale e aiutare la lotta ai cambiamenti climatici.

L’iniziativa è della Climatecoin Foundation, che ha concluso un accordo con Carbon Trade Exchange (CTX) Gem, la prima Borsa per il carbonio al mondo. Lo scopo? Quello di realizzare la prima piattaforma decentralizzata p2p per la contrattazione e lo scambio di crediti di carbonio a livello globale.

Climatecoin si basa su Ethereum e mette a disposizione un portale che sarà sviluppato grazie alla vendita di token della criptovaluta.

Il sistema, che utilizzerà la tecnologia blockchain, consentirà ad aziende e singoli individui l’acquisto di crediti di carbonio tramite la criptomoneta.

Lo scambio delle quote di emissione è previsto dal Protocollo di Kyoto nell’ambito dei meccanismi flessibili per permettere ai paesi firmatari del trattato di compensare la riduzione di emissioni di gas serra che non sono in grado di realizzare autonomamente.

Contemporaneamente, esistono anche mercati volontari per lo scambio di emissioni che valgono per quei paesi che non hanno ratificato il  Protocollo di Kyoto.



I crediti di carbonio, corrispettivo d’una tonnellata di anidride carbonica equivalente (tCO2eq) non emessa in atmosfera, sono diritti connessi ai vincoli o tetti di emissione di CO2 stabiliti dagli accordi in sede internazionale. Chi inquina di meno può vendere crediti ai paesi più “sporchi”, che sono obbligati a scambiare quote di emissione per rientrare nei limiti prefissati, pena il pagamento di una sanzione.

Climatecoin ambisce a offrire un mezzo monetario in criptovaluta per la riduzione dell’inquinamento ambientale.

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