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E’ l’ora delle navi robotiche

La febbre da Google car, l’auto senza conducente sviluppata dall’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin, si propaga in tutto il settore dei trasporti. Niente più esseri umani al volante di automobili e camion, né su treni o aerei e adesso neppure al timone delle navi. Niente più capitani, sostituiti da macchine e programmi.

Contagio da Google car

Sono diversi gli esempi da citare. Il più recente è quello della startup Sea Machines Robotics : nel mese di agosto, nel porto di Boston, ha condotto test a una sua imbarcazione, dotata di sensori e software sperimentale per la navigazione autonoma.

Michael Johnson, amministratore delegato dell’azienda e ingegnere marittimo, convinto dal disastro della Costa Concordia a non doversi più affidare a una tecnologia vetusta, punta a innovare in modo rivoluzionario la marina mercantile con lo sviluppo di veicoli senza conducente. Che potrebbero, forse, essere dispiegate prima di automobili e camion.

Con questo approccio, Sea Machines Robotics propone un sistema installabile sulle barche da lavoro, capace di abilitare il controllo da remoto via joystick e computer.

Le imbarcazioni senza conducente non sono, però, esclusiva degli Stati Uniti. Anche in altri paesi si fa strada la navigazione robotica.

Roboat all’opera

In Olanda, il MIT, in collaborazione con Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions, sta portando avanti il progetto Roboat. L’obiettivo è realizzare la prima flotta al mondo di barche a guida autonoma che possano circolare nei tanti canali della città di Amsterdam.

Le unità acquatiche sviluppate potranno essere utilizzate per traportare beni e persone. Oppure per la creazione di strutture galleggianti temporanee come ponti modulari pedonali o palchi per concerti.

Le imbarcazioni robotiche (roboat) sono anche equipaggiate con sensori che raccolgono dati dell’ambiente circostante, utili per fini sanitari o per il controllo della qualità dell’aria e dei corsi idrici, come sottolinea Carlo Ratti, Direttore MIT SENSEable City Lab.

I roboat possono avere varie applicazioni commerciali ed essere utilizzati in differenti contesti urbani. Secondo Arjan van Timmeren, direttore scientifico dell’Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions, questo genere di tecnologia viene incontro alle necessità di una popolazione sempre più crescente insediata sulle aree costiere e fluviali che contribuisce in larga parte alla  produzione economica globale.

Meno camion con motori inquinanti

E’ norvegese, invece, Yara Birkeland, iniziativa della società Yara e del gruppo Kongsberg, mirata a costruire entro il 2018, navi robotiche portacontainer. Le nuove imbarcazioni avranno tutte un motore elettrico e un sistema di autoguida. La finalità? Spostare su acqua gran parte del trasporto merci che, al momento, avviene mediante camion diesel inquinanti.

Nello stesso tempo, in Finlandia, la Rolls-Royce ha avviato, in partnership con università e imprese, Advanced autonomous water-borne application initiative (Aawa) per preparare il debutto della nuova generazione di navi, concepite per essere a guida autonoma.

Che, a giudizio di Mikael Makinen, presidente di Rolls-Royce Marine, potranno rivoluzionare il comparto del trasporto navale così come gli smartphone hanno cambiato radicalmente quello della telefonia.

Rolls-Royce ha una visione ampia del problema immaginando la creazione di una sala di controllo da cui sarà possibile gestire una flotta di navi robot, dislocate in varie zone del mondo, con l’ausilio di monitor  interattivi intelligenti, sistemi di riconoscimento vocale, ologrammi e droni di sorveglianza.

D’altra parte, in Europa ci sono progetti come Munin con cui si cerca di creare un quadro legale in ambito comunitario che consenta lo sviluppo della tecnologia delle navi robotiche.

In Giappone, è la Nippon Yusen K.K., compagnia di navigazione del gruppo Mutsubishi, a essersi impegnata in questa direzione, pronta a effettuare test entro il 2019 con navi portacontainer controllabili da remoto e prive di equipaggio.

Lo stesso in Cina, sotto l’impulso di HNA Group si è costituita con base a Shangai Unmanned Cargo Ship Development Alliance con l’intento di promuovere la navigazione robotica. La prima nave da carico a guida autonoma? Prevista per il 2021.

 

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