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Facebook, le amicizie finiscono per divergenze politiche e religiose

A chi viene tolta l’amicizia su Facebook? Due studi della University of Colorado Denver gettano nuova luce su questo argomento. Ad essere cancellati dalla lista sono spesso i vecchi amici di scuola, compagni di classe di istituto e del liceo o qualcuno che si è frequentato durante quel periodo in quell’ambiente di una volta.

Le ragioni  

La ragione principale dell’espulsione, secondo le ricerche, sta nei commenti su temi di religione e politica che gli altri pubblicano con insistenza nella piattaforma. Questo succede perché l’amico di gioventù mostra convizioni diverse rispetto al passato, più caratterizzate e marcate, magari espresse in modo tale da offendere gli altri che leggono. Nel corso del tempo, del resto, le opinioni cambiano e i disaccordi online tendono a degenerare più rapidamente di quanto non accada offline.

Un altro motivo di estromissione sono poi i continui post dal contenuto poco interessante – spiega l’autore dell’indagine Christopher Sibona, della Business School della University of Colorado Denver, che ha condotto anche una seconda ricerca sulle reazioni emotive degli esclusi dall’amicizia. Chi viene eliminato evidenzia sentimenti contrastanti. In genere, si rimane sorpresi ma le risposte più comuni davanti alla perdita di amicizia comportano fastidio e tristezza mentre ci sono anche quelli che provano divertimento. L’impatto è ovviamente più negativo quando la persona che viene privata dello status di amico ha una maggiore vicinanza all’utente.

In Italia

Da noi, a risentire maggiormente di un’eventuale cancellazione, sono soprattutto gli adolescenti. Per i più giovani – secondo la ricerca “Relazioni sociali ed identità in Rete: vissuti e narrazioni degli italiani nei siti di social network ”, finanziata dal MIUR e condotta attraverso interviste faccia a faccia su un campione rappresentativo della popolazione di Facebook – scoprire di essere espulso dal novero degli amici assume un valore simbolico maggiore paragonato ad un adulto.

Tuttavia, per la maggior parte degli interpellati, il depennamento non viene concepito come un affronto. Non è possibile prendersela nel momento in cui questo gesto fa parte di un comportamento che viene ripetuto dall’utente come comune prassi di revisione dei contatti.

Normalmente – sostiene Giovanni Boccia Altieri, docente di “Sociologia dei new media e Internet Studies” presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e responabile nazionale del progetto di ricerca italiano succitato – si eliminano le persone in contrasto con l’immagine coerente di sé che si vuole presentare tramite Facebook. Amici fastidiosi, quelli che intervengono a sproposito o con cui si è avuto un litigio, chi produce contenuti che non si condividono, celebrità o politici che deludono, fidanzati che ci hanno lasciato, vengono immancabilmente fatti fuori.

Online e offline  

Dai dati raccolti emerge una stretta continuità e un interscambio tra vita online e offline. Le vicende dell’esistenza reale si ripercuotono su quella virtuale con conseguenze sul mantenimento dello status di amico. Incontrare per strada una persona di nostra conoscenza che ci nega il saluto, ad esempio, diventa causa di estromissione dall’amicizia. Allo stesso modo, cambiare datore di lavoro rende dopo un po’ non più sensato mantenere come amici molti ex colleghi.

“In una prima fase è prevalso un atteggiamento bulimico” – spiega Boccia Altieri. Un iscritto a Facebook cercava di acquisire più amicizie possibili per estendere la rete. Via via, però, gli italiani hanno modificato approccio avendo cura di selezionare e ripulire l’elenco dei contatti con un aggiornamento periodico che segue l’evoluzione della vita personale. Vale la pena conservare questa o quella amicizia che si è stabilita anni fa o in diverse circostanze esistenziali? In questo senso, Facebook rappresenta anche un grande laboratorio per riflettere sulle nostre relazioni sociali.

Selezione  

Facebook consente a chi toglie qualcuno dagli “Amici” di non farlo sapere all’interessato (che può rendersene conto solo visitando il profilo dell’ormai ex amico). Per un periodo divenne celebre “Unfriend Finder”, che notificava agli utenti se e quando venivano “cancellati” su Fb da qualcuno. Programma che funzionava molto bene prima che il social network lo chiudesse. Del resto Facebook incoraggia a fare una selezione oculata del “pubblico” con cui si condividono immagini e pensieri, ad esempio sfruttando l’opzione di creare gruppi di amici più ristretti. In questa direzione non a caso vanno le modifiche alle impostazioni per la privacy da poco annunciate e in arrivo.

Ad ogni modo al di là di ogni campagna di “Unfriend” o catastrofica analisi di “virus” prossimo all’estinzione (così Facebook venne definito da uno studio dell’Università di Princeton), la platea del social network continua a crescere. In occasione dell’ultima trimestrale, la compagnia di Menlo Park ha annunciato di aver raggiunto un miliardo e 280 milioni di utenti attivi mensili nel mondo, di cui un miliardo si collega da smartphone e tablet.

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