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Il sangue arriva con i droni anche in luoghi lontani

Record di volo per un drone che trasporta campioni di sangue per assistenza e attività medica. Lo hanno ottenuto i ricercatori della John Hopkins University il cui mezzo ha percorso circa 259 chilometri nel deserto dell’Arizona.

Dopo tre ore di volo, il sangue è risultato ancora in buone condizioni così che è stato possibile utilizzarlo per analisi di laboratorio.

Il successo di questo test dimostra che i droni possono rappresentare un mezzo alternativo valido e più efficace rispetto alle auto adibite al trasporto di plasma. Perché sono in grado di operare in zone dove la rete stradale è carente potendo raggiungere luoghi remoti e inaccessibili ad altri veicoli, impossibilitati a svolgere la loro funzione di prestare assistenza a pazienti bisognosi di avere diagnosi e cure il più velocemente possibile.

Droni, il miglior sistema di trasporto del sangue

“I droni sono probabilmente il miglior sistema di consegna dei campioni medici del XXI secolo”, sostiene Timothy Amukele, ricercatore presso la Johns Hopkins University School of Medicine e autore dello studio “Drone Transport of Chemistry and Hematology Samples Over Long Distances”, pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Pathology.

Soprattutto nelle aree rurali e in quelle urbane ad alta densità di traffico le macchine volanti potrebbero avere un impatto decisivo.

In Ruanda, la startup Zipline già consegna sangue via drone e nel mese di agosto ha annunciato, a questo scopo, anche un accordo in Tanzania.

In Svizzera, è, invece, la Posta, azienda pubblica, ad aver effettuato voli per lo scambio di campione di sangue tra due ospedali di Lugano con la prospettiva di attivare in modo regolare questo servizio nel 2018.

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