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Nella fogna del web

Pubblichiamo la postfazione di Pierluigi Paganini al libro di recente uscita “La prigione dell’umanità. Dal Deep Web al 4.0,  le nuove carceri digitali” di Livio Varriale, gentilmente concessa da Minerva Edizioni.

Il contenuto del libro è interessante così come il modo in cui sono esposti concetti talvolta di non facile comprensione. Il deep web è quella porzione del web non indicizzata dai principali motori di ricerca, il dark web è un suo sottoinsieme in cui le condizioni di pseudoanonimato favoriscono l’evoluzione di fenomeni criminali.

Droga, armi, pedopornografia sono solo alcuni esempi dei contenuti presenti in questa parte oscura della rete, di cui tanto si parla, ma che poco si conosce. E allora cosa accade quando un giornalista decide di calarsi nei meandri della rete? La curiosità e la volontà di far luce su oscure dinamiche ha portato alla nascita di questo scritto.

Il linguaggio è forte, non a caso si definisce questa porzione del web come la “fogna”, un temine che esprime dissenso e disprezzo verso coloro che, convinti di poter agire indisturbati dietro una tastiera, delinquono sprezzanti del pericolo.

Il testo è un esercizio dell’autore che, una volta vestiti i panni di un disincantato investigatore, ha esplorato i principali servizi nascosti nella rete Tor spiegandoli a un lettore di cui carpisce da subito la curiosità. Il testo è ricco di spunti di attualità, dalla vicenda dei fratelli Occhionero all’evoluzione degli schemi di moneta virtuale tanto diffusi nel dark web.

Non potevano mancare i riferimenti alle numerose comunità di hacking che utilizzano reti come Tor per offrire i propri servizi e prodotti.

In molti forum e servizi nascosti è possibile pagare per acquistare un codice malevolo, per noleggiare una botnet oppure per assoldare un hacker che possa delinquere su commissione. Ma il deep web è anche il paradiso dei truffatori che sono liberi di offrire qualunque servizio o prodotto nella certezza che non potranno mai essere tracciati.

Il libro si lascia leggere con facilità, il taglio narrativo dato dall’autore fa sì che il contenuto possa essere fruito soprattutto da tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza specifica di questo complesso ecosistema digitale. Sebbene siano presenti spunti tecnici, il testo si incentra sulla percezione della tecnologia dell’autore, il contenuto è protagonista della narrazione che in più punti lascia che la componente emotiva venga fuori dirompente.



Nella parte finale del testo si riflette sul futuro della nostra società in relazione alla crescente penetrazione tecnologica. Reti sociali, cloud computing, dispositivi mobili aumentano in maniera drammatica la nostra superficie di attacco esponendoci all’azione di differenti tipologie di attaccanti.

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