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Slaughterbots, la minaccia dei robot killer

Stormi di droni assassini pronti a uccidere gli esseri umani senza controllo. Sono i protagonisti di Slaughterbots, un filmato, frutto della collaborazione tra Stuart Russell, esperto di intelligenza artificiale, docente di informatica della University of California di Berkeley e il Future of Life Institute.

Presentato in occasione del primo meeting del gruppo di esperti governativi sulle armi autonome letali della Convenzione delle Nazioni Unite sulle Armi Convenzionali, il video è una denuncia sui pericoli dello sviluppo dei robot killer di cui si chiede il divieto a livello internazionale.



La clip mostra un amministratore delegato che, in perfetto stile Silicon Valley, di fronte a una platea entusiasta, lancia il suo nuovo micidiale prodotto di alta tecnologia : un mini drone, dotato di capacità di riconoscimento facciale, in grado di muoversi autonomamente e uccidere esseri umani, qualificati nella fiction come i cattivi, con precisione millimetrica.

E’ un futuro distopico inquietante che allarma attivisti dei diritti umani, scienziati e  personalità come Elon Musk e Stephen Hawking. Che, sulla scia della campagna Stop Killer Robots, promossa da diverse ong, tra cui Human Rights Watch, hanno inviato una lettera all’Onu chiedendo il bando di questa tecnologia letale, sottratta al controllo umano.

«L’intelligenza artificiale ha un potenziale enorme per produrre benefici per l’umanità, anche nel settore della difesa – sottolinea nel filmato Stuart Russell. Ma consentire alle macchine di scegliere autonomamente di uccidere esseri umani avrà conseguenze devastanti sulla nostra sicurezza e sulla nostra libertà». La tecnologia mostrata nel cortometraggio, in tutti i casi, non è ipotetica ma è solo un’integrazione di quelle già esistenti.

Un recente studio del Belfer Center Study evidenzia come la robotica militare sia cresciuta esponenzialmente con paesi che investono sempre più in sistemi autonomi. Questa riorganizzazione del settore militare guidata dall’intelligenza artificiale ha varie implicazioni, con possibili cambiamenti degli scenari geopolitici, e ha una potenzialità trasformativa pari a quella rappresentata storicamente dalle armi nucleari.

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