Webzine di Tecnica e Società
 

Verso la società senza denaro contante

Banconote e monete addio. Siamo nel mondo della società senza contanti (cashless society). Dove il denaro non sarà più frusciante e non tintinnerà più. Dove i soldi non passano più di mano ma circolano sulla rete come dati digitali e vengono trasferiti anche tramite app e chat.

Come con WhatsApp che, oltre a essere usata per scambiare messaggi con gli amici, si prepara a introdurre la possibilità del pagamento diretto tra gli utenti. Servizio già attivo sulla chat di Facebook, Messenger, e su WeChat, diffusissima in Cina, le quali consentono a chi le ha scaricate sullo smartphone di ricevere e inviarsi denaro. Una funzione presto abilitata pure su iMessage con un’app integrata ad Apple Pay.

Ormai, trasmettere soldi da un conto bancario a un altro è un gioco da ragazzi : basta un clic via computer o un tocco con le dita sullo schermo del cellulare.

Non solo carte bancomat

Giova ricordare che, attualmente, il mezzo più utilizzato per pagare senza contanti sono le carte di debito (bancomat) e di credito.

Secondo il World Payments Report 2017, curato da Cap Gemini e BNP Paribas, il volume delle transazioni digitali aumenta di continuo su scala globale. Nel periodo 2014-2015 i pagamenti non in contanti sono incrementati dell’11,2% fino a raggiungere la cifra record di 433,1 miliardi di dollari.

Nel mondo cresce il commercio elettronico, dal momento che gli utenti comprano sempre più su Internet, e, di pari passo, anche l’impiego dei portafogli elettronici. I nostri soldi si prendono dal telefonino e, grazie ad applicazioni come Apple Pay e Android Pay, si possono fare acquisti in un negozio, semplicemente avvicinando il proprio iPhone o Samsung a un terminale POS. In molti paesi, in tanti già lo fanno e saranno ancora di più nei prossimi anni.

Svezia e Usa all’avanguardia

E’ la Svezia, con l’80% di transazioni effettuate con carte di debito e di credito, una delle società più avanzate nell’adozione di mezzi pagamento elettronici mentre gli Stati Uniti sono leader mondiali per numero di transazioni non cash per abitante. Ma gli svedesi utilizzano in massa anche l’app Swish che ha contribuito in maniera decisiva alla diminuzione dell’impiego del contante.

Lo stesso vale per la Danimarca dove è molto diffusa l’applicazione MobilePay, un portafoglio digitale per smartphone.

Ancora in Svezia, migliaia si servono di Quixter, un sistema inventato da una start up di giovani che abilita i pagamenti alla cassa attraverso la scansione delle vene del palmo di una mano. Anche in questo caso, niente contanti grazie alla tecnologia di riconoscimento biometrico collegata al proprio conto in banca.

In Giappone, del resto, NEC e Sumitomo Bank hanno avviato test per installare un sistema di pagamento digitale basato sul riconoscimento facciale : si va in un ristorante e, consumato il pasto, il cliente ferma il volto davanti a una videocamera per autorizzare il prelievo dal conto corrente.

In Cina, il pagamento mediante riconoscimento facciale è stato introdotto dalla catena di ristorazione KFC nella città di Hangzhou.

L’Estonia, invece, potrebbe essere il primo paese al mondo a emettere una moneta nazionale solo virtuale, chiamata estcoin mentre in Giappone si lavora per il lancio della valuta digitale J Coin in concomitanza con le Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Agli italiani piace il denaro digitale

E l’Italia? Secondo un sondaggio condotto dalla banca olandese ING il 40% degli italiani sarebbe favorevole a una società cashless. Tuttavia, stando al rapporto 2017 di The European House – Ambrosetti, l’Italia, sebbene vi nascano progetti come quello della città di Bergamo, Cashless City, è ancora un’economia fortemente dipendente dal contante. Che aumenta sempre di più : da 128 a 182 miliardi di euro tra il 2008 e il 2015, + 6,9% nel periodo 2014-2015.

Non siamo i soli, comunque. Perché a livello internazionale il contante circola in abbondanza, in quantità maggiore che in passato, secondo i dati di World Payments Report. Perché è difficile abbandonarlo, specialmente nei pagamenti di piccolo valore.

Conseguenze e rischi della società senza contante

Il cash quindi resiste, malgrado l’assalto del denaro virtuale, e c’è chi ne sostiene le ragioni. Il contanti, argomentano i fautori, garantisce meglio anonimato e privacy, che in un’economia completamente digitale, estendendosi la tracciabilità delle transazioni, sarebbero a rischio.

Coi pagamenti elettronici risulterebbe, certo, più difficile evadere il fisco, o riciclare denaro sporco di corruzione, criminalità e terrorismo.

Ma, ribattono i critici, grazie alla convergenza di tecnologia digitale, big data e moneta virtuale, che consente capacità inaudite di controllo e manipolazione econgularity, si creerebbero le basi di un nuovo enorme potere a disposizione delle autorità centrali contro la libertà dell’individuo.

Gli istituti finanziari evidenziano vari aspetti pro società cashless : la maggiore sicurezza del sistema finanziario, gli stimoli all’innovazione e alla concorrenza, e il miglioramento dell’inclusione finanziaria. Quest’ultimo, peraltro, obiettivo principe della Better than Cash Alliance, iniziativa sostenuta dall’Onu che si propone di accelerare la transizione verso una società senza contante.

Che l’introduzione dei mezzi di pagamento digitale possano determinare effetti inclusivi è però un tema controverso.

Da più parti si teme, anzi, che possano emergere nuove forme di esclusione. In paesi meno sviluppati, per esempio, ci sono molte persone povere che non hanno un conto in banca (negli Usa sono l’8 per cento della popolazione).

Eliminare il contante potrebbe avere un impatto negativo su queste fasce sociali. E, come sottolinea Ajay Banga, presidente e amministratore delegato di Mastercard,

«creare isole separate in cui gli scambi avvengono solo tra individui privi di accesso ai servizi bancari».

D’altra parte, la società senza contanti produce conseguenze discutibili anche a livello di psicologia del consumatore. Pagare con le carte di credito, si sa, ci rende più spendaccioni.

Con il contante siamo più cauti perchè a ogni acquisto vediamo diminuire il malloppo di carta. Col portafoglio digitale chi fermerà la tendenza a spendere senza freni?

Post Tags
Condividi post
Nessun commento

Lascia un commento