Webzine di Tecnica e Società
 

WhatsApp salva le spose bambine

Difendere i minori dai matrimoni forzati e le donne dalle mutilazioni genitali grazie a un gruppo WhatsApp.

E’ l’iniziativa promossa da Esther Shena, un funzionario della contea di Kajiado, nel Kenya meridionale.



Con il sostegno di una rete di solidarietà femminile, organizzata attraverso l’app del cellulare WhatsApp dal 2014, si punta a monitorare il territorio e ad attivarsi per contrastare il fenomeno delle spose bambine e quello delle mutilazioni genitali femminili.

Che in Kenya sono diffusi, ma illegali, e strettamente intrecciati fra loro. Spesso, infatti, le bambine minorenni vengono mutilate per essere poi costrette a sposarsi. Secondo i dati dell’Unicef, il 23 per cento delle ragazze in Kenya arrivano alle nozze prima del diciottesimo compleanno.

“Nella contea di Kajiado – spiega  Esther Shena – non è un segreto che la maggior parte delle ragazzine vengano sottoposte alla mutilazione genitale come rito di passaggio per il matrimonio. Questa è la principale causa di abbandono scolastico e l’inizio di gravidanze indesiderate per le minori”.



Grazie al gruppo WhatsApp sono stati scoperti diversi casi di matrimoni precoci forzati che, con l’aiuto delle forze di polizia si è riuscito a bloccare, impedendo che si perpetrassero violazioni dei diritti umani.

Scritto da
Nessun commento

Lascia un commento